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cestini di carasau con asparagi, mango e pinoli

16 Mag

Forse un tempo eravamo tutti poeti. Lo spirito poetico è sinonimo di spirito pacifico, di integrità, di umanità nel senso più profondo.

Una società senza poesia è una società dal cuore inaridito, senza speranza, vuota.

Coltivare lo spirito poetico nella nostra vita significa nutrire di speranza il futuro della Terra.

D. Ikeda

keepcalmI film di Woody Allen. I mercatini delle pulci. Il caffè in Friedrichstrasse  dove stavo seduta ore a guardare la gente passare e tradurre libri. I calzini spaiati. La casa museo di Peggy Guggenheim. La cioccolata fondente. Il primo bagno in mare dell’estate. Il profumo della pelle abbronzata dal sole. Mettere i tacchi (una volta all’anno). Le poesie.

Ecco, queste sono alcune delle cose che mi piacciono, buttate lì a casaccio.

Tra queste leggere poesie è da sempre uno dei miei passatempi preferiti, o almeno quello che ho coltivato con più dedizione e costanza.

Capite perchè quando vengo invitata a pubblicare una poesia a me cara dalle amiche blogger Serena di Enjoylifeblog e Daria di Goccedaria, mi sono subito entusiasmata..

Così eccomi qui, con una poesia di una grande a cui sono molto affezionata, Alda Merini. Quando vivevo nella metropoli ho lavorato per un periodo in un ex manicomio dove la poetessa ha vissuto a lungo, insieme ad altri grandi artisti, considerati ‘pazzi’ perchè diversi.. Ho avuto modo di leggere diverse poesie scritte da quest’autrice e ogni volta mi commuovo.

Mi piace il verbo sentire..

sentire il rumore del mare, sentirne l’odore.

Sentire il suono della pioggia che ti

bagna le labbra, sentire una penna

che traccia sentimenti su un foglio

bianco. Sentire l’odore di chi ami,

sentirne la voce e sentirlo col cuore.

Sentire è il verbo delle emozioni, ci si

sdraia sulla schiena del mondo e si

sente..

A. Merini

cestini_carasau_asparagi_vegan

Bene. Ricettina?

Tempo di asparagi e voglia di sperimentare.

Oggi, cari aficionados, propongo un antipasto: cestini di pane carasau ripieni di una fresca insalatina a base di asparagi crudi, mango e pinoli.

Più lungo a dirsi che a farsi, eh.

INGREDIENTI

(per 4 cestini)

2 fette di pane carasau;

10 asparagi bio;

1 mango bio del commercio equosolidale fairtrade;

100 gr pinoli bio (o mandorle, anacardi, pistacchi, a vostro gusto);

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva bio;

pepe bio q.b;

sale integrale bio q.b.;

Preparare i cestini è semplice. Il pane carasau è davvero versatile, a me piace usarlo anche al posto della pasta per fare delle lasagne vegan, se vi va di dare un occhio, ecco la ricetta.

Con uno spruzzino ho bagnato la superficie del pane carasau. Ho aspettato 1 minuto. Poi con la forbice ho ritagliato 4 tondi della grandezza giusta per rivestire altrettante formine di alluminio. Prima di metterli nelle formine le ho rivestite con della carta forno bagnata. Ho inserito il pane carasau e all’interno ho sistemato una pallina di carta forno bagnata, per aiutare a tenere la forma.

cestini_carasau_asparagi_mango_vegan

Ho infornato a 200° per qualche minuto, finchè il pane non si è dorato.

Mentre aspettavo ho preparato l’insalatina sbucciando e tagliando a fettine il mango, lavando gli asparagi e tagliandoli fini, eliminando la parte finale più coriacea (si può comunque utilizzare per fare delle vellutate, come questa). Ho mischiato gli ingredienti aggiungendo i pinoli, l’olio e il pepe.

Quando i cestini si sono dorati ho versato un po’ di insalatina in ciascuno e lasciati riposare così i sapori hanno avuto il tempo di fare amicizia.

cestini_carasau_asparagi

Con questa ricetta partecipo alla raccolta per il mese di maggio di Salutiamoci, ospitato da Felicia di ledeliziedifeli.wordpress.com. L’ingrediente del mese sono gli asparagi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partecipo inoltre al ‘TheLittlePots’ Contest

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IL PRINCIPE E IL MARE DEI CORALLI. Di Daisaku Ikeda, illustrazioni di Tullia Masinari. Edito da Esperia.

3 Set

“Quel giorno Ryo era di nuovo sulla spiaggia, il luogo che più amava… Si tuffò con impeto e iniziò a nuotare verso il mare aperto. Come era azzurro il cielo! Quant’era caldo il sole sulla schiena! E il mare così verde… Sott’acqua il corallo formava una foresta i cui rami si aprivano simili a quelli degli alberi.”

Chiudete gli occhi e provate a immaginare l’isola descritta da Daisaku Ikeda… sembra quasi di vedere una di quelle cartoline o pubblicità di mete turistiche che ritraggono angoli di paradiso… tuttavia c’è da scommettere che in pochi riconoscerebbero di che luogo si tratta; il nome infatti non rimanda esattamente ai paesaggi mozzafiato che spesso ci fanno fantasticare davanti alle vetrine di qualche agenzia viaggio.

L’isola ‘misteriosa’, un tempo ricoperta da fiori coloratissimi e circondata da foreste di coralli, è Okinawa. Anticamente chiamata Ryukyu, è stata teatro di tragiche vicende belliche che l’hanno devastata portando morte e distruzione durante la seconda guerra mondiale. E’ qui che si è svolta una delle battaglie più lunghe (80 giorni) e sanguinose del conflitto, tanto da portare, secondo gli storici, alla decisione da parte di Truman di lanciare la bomba atomica su Hiroshima.

Prima di questi tristi fatti Okinawa era conosciuta come un’oasi di pace. Si racconta che persino Napoleone rimase stupito dall’esistenza di un luogo simile, esclamando “Esiste davvero un paese in cui non vi sono armi?” riferendosi proprio ad Okinawa.

Daisaku Ikeda, leader della SGI (Soka Gakkai Internazionale, ONG buddista per la creazione di valore), ha scritto questa favola, potentissima e delicata, per augurare a chiunque abbia sofferto di essere ricompensato con tanta felicità. Il messaggio è per gli abitanti di Okinawa, così come per tutti noi… perchè ‘la vita è il più prezioso di tutti i tesori’, come ricorda un famoso detto dell’isola.

“Quello che si sente con il cuore è quello che più conta”, disse Ryo. “Un cuore gentile è più prezioso di qualsiasi altra cosa.”

La storia di Ryo, il bambino protagonista di questo racconto, ci insegna quanto la forza di un cuore sincero possa fare la differenza, arrivando persino a cambiare il destino di una nazione.

Ryo continuò: “Non abbiamo armi. Non usiamo spade, ma possediamo la gentilezza, l’amore e la pace!”

Il messaggio di Daisaku Ikeda arriva forte e chiaro, infondendo speranza proprio laddove sembrano mancare le condizioni per un cambiamento positivo!

Edizioni: Esperia

Pagine: 36

Prezzo: € 12,00

Immagine pubblicata col gentile consenso dell’autrice Tullia Masinari (www.tulliamasinari.altervista.org)