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La cucina crudista. Di Laura Cuccato e Michele Maino. Edito da Tecniche Nuove. E una novità.

5 Giu

la_cucina_crudista_4679Si sente sempre più spesso parlare di crudismo, ma cosa significa esattamente?

Quali sono gli ingredienti previsti da questo tipo di alimentazione? Quali le lavorazioni che permettono di mantenere ‘intatti’ i cibi?

La cucina crudista di Laura Cuccato e Michele Maino risponde a queste domande, attraverso un libro di crudismo che è anche vegano.

Bene. Togliamo anche carne, uova e latticini. Cosa rimane allora?

Essere crudisti significa mangiare frutta e verdura, germogli e semi e seguire le regole comportamentali dell’igienismo: uno stile di vita che aiuta a disintossicare mente e corpo trattano gli alimenti alla temperatura massima di 45°C.

Nella prima parte del libro vengono descritte le principali operazioni per questo tipo di cucina: fermentazione, marinatura, essiccazione, germogliazione, estrazione di succhi, pulizia e taglio. Vengono poi esaminati alcuni strumenti che possono risultare utili per preparare i cibi, ovvero mixer, estrattori, frullatori, essiccatori ( ehm, messaggio subliminale, tra poco è il mio compleanno, quindi membri della famigghia che siete all’ascolto.. ).

Grande spazio viene dato anche all’arte del condimento, dalle emulsioni ai dolcificanti agli addensanti.

Curiosità: i crudisti duri e puri non usano alcun tipo di salsa di soia perché spesso la soia è transgenica e i fagioli vengono sottoposti a un processo di bollitura. Dopo la bollitura interviene una procedura di fermentazione che rende di nuovo ‘vivo’ l’alimento. Nella filiera industriale si procede poi alla pastorizzazione, che avviene ad alte temperature e quindi ‘cuoce’ nuovamente l’alimento. Alcuni crudisti utilizzano così la nama shoyu ( in giapponese = soya cruda), che è una salsa non pastorizzata. Lo stesso discorso vale per il miso.

Nella seconda parte del libro ci sono le ricette: antipasti, primi, secondi, insalate e ‘formaggi’, pane, crackers, salse e dolci.

Questo libro può essere utile non solo per chi ha scelto un’alimentazione crudista, ma anche per chi, come me, fino a poco tempo fa concepiva il cibo crudo al massimo come un’insalata o una macedonia ( !!! ). Ecco, sfogliando queste ricette mi si è aperto un mondo. E ho scoperto soprattutto l’amore per i dolci crudisti.. per chi non l’avesse notato dalle ultime ricette pubblicate!!!

Credo molto nell’importanza di diffondere testi come questo e portarli a conoscenza anche di chi non è vegano/crudista, quindi partecipo volentieri all’iniziativa del Giovedì del libro di cucina, nata da Annalisa di passatotralemani per condividere consigli, chiacchiere ed esperienze sulla nutrizione e produzione di cibo. L’iniziativa del Giovedì è condivisa anche dal gruppo Facebook Genitori Veg.

Per ci avesse voglia di approfondire l’argomento, sbirciare qualche ricetta o dare il proprio contributo, segnalo il gruppo FB I eat raw, nato da un’idea di Mari di cucinaverdedolcesalata, che ha coinvolto Annalisa di passatotralemani, Daria di Goccedaria e la sottoscritta balena.

Uh, ecco il link: https://www.facebook.com/groups/1496068260624748/

I_eat_raw

Vi aspettiamo numerosi!!!

 

aft’RAW’eight vegan (cioccolatini vegan alla menta)

16 Apr

raw-vegan-balenavolante

Piccole gioie ai fornelli.

– ricevere un complimento a tavola dalla persona di gusti difficili, quella che in genere mangia con quell’espressione della bocca a sedere di gallina nemmeno stesse ingurgitando una zuppa di caccole di gnomo e critica sempre tutto perchè o è troppo insipido oppure troppo saporito;

– riuscire a preparare una Signora cena, con i superstiti del frigo.. (dal gambo di sedano agonizzante alla carotina anemica o la lattughina strapazzata);

– comprare formine dei biscotti.. ci sono ragazze che collezionano scarpe, io sono feticista delle formine. Chissà cosa direbbe Freud;

– scoprire che il libro di cucina usato acquistato a un mercatino ha delle note a margine scritte a fianco delle ricette, tra schizzi di sugo e ditate della vecchia proprietaria (hotrovatountesoro);

Ecco. Oggi posso aggiungere alle piccole gioie della cucina, la prima volta che ho autoprodotto della cioccolata.
Chissà quali sono le vostre.. su su che sono curiosa!

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INGREDIENTI

(per circa 15 cioccolatini)

100 gr burro di cacao biologico crudo

80 gr cacao in polvere biologico crudo

1/2 cucchiaio di stevia/sciroppo d’agave (opzionale)

3 cm di bacca di vaniglia barboun biologica

15 foglie di menta bio (una per ogni cioccolatino)

Tempo fa ho acquistato il libro La cucina crudista di Laura Cuccato e Michele Maino, in cui tra le tante ricette mi ha colpito quella per fare la cioccolata. Dalla spiegazione mi sembrava piuttosto semplice, così, una volta trovati tutti gli ingredienti mi sono messa all’opera.

La cioccolata è la mia droga, pensare di autoprodurla in casa in poco tempo e  senza avere chissà quali utensili poi.. roba da non crederci!

Uh. Se non vi piacciono gli aftereight potete utilizzare peperoncino al posto della menta, oppure mischiare alla cioccolata ancora fusa della frutta secca.

Io mi sono aiutata con uno stampo in silicone con le forme a cuore, ma potete usare quello che avete in casa. E’ importante lavarlo prima di utilizzarlo, senza detersivo perchè potrebbe lasciare residui, e asciugarlo molto bene prima di versarvi la cioccolata.

foto(11)Ho preso il burro di cacao e l’ho sciolto lentamente a bagnomaria aggiungendo poco a poco la polvere di cacao cruda. Li ho fatti sciogliere insieme alla stevia e alla vaniglia, fino a ottenere cioccolato fuso.

Nella ricetta originale viene utilizzato lo sciroppo d’agave al posto della stevia. Se vi piace il caratteristico sapore amaro del cioccolato fondente potete anche fare a meno di dolcificare con la stevia o l’agave.

Per valutare se il cioccolato è temperato si fa cadere una goccia sul piano lavoro e se quando si raffredda è lucido allora è il momento di versare il liquido negli stampini.

Io ne ho versato una parte, fino a riempire metà delle formine, poi ho sbattuto leggermente lo stampo sul piano lavoro per evitare il formarsi di bolle d’aria e messo in frigo 5 minuti.

Nel frattempo ho lavato le foglioline di menta e le ho asciugate.

Ho estratto lo stampo dal frigo e controllato che la cioccolata si fosse solidificata. Ho appoggiato uno strato di foglie di menta su ogni formina e poi ricoperto con un altro strato di cioccolato fuso (che è rimasto liquido e non è servito quindi rimetterlo a scaldare a bagnomaria).

Ho rimesso in frigo a solidificarsi eeeee… una volta tirati fuori avevo gli occhi della stessa forma dei cioccolatini!!!!

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