IL MIO AMICO TARTATTA’. Di Béatrice Fontanel. Illustrazioni di Marc Boutavant. Edito da LaNuovaFrontiera Junior.

11 Giu

 

“Arrivò a scuola all’inizio dell’anno

con dei capelli selvaggi da non credere.

Si capiva che aveva cercato di appiattirli con l’acqua,

ma il risultato erano tante ciocche tutte incollate

che si raddrizzavano di continuo. Solo a guardarlo,

io e gli altri compagni dovevamo trattenerci per non scoppiare a ridere.”

Così Ferdinando, un bambino delle elementari, racconta il suo primo incontro con Basilio.

Il nuovo arrivato viene subito notato dai compagni non solo per la buffa capigliatura, ma soprattutto per il suo modo di parlare; il piccolo infatti balbetta. A sentirlo incespicare sulle lettere, ecco che scoppiano a ridere … così per tutti (addirittura per se stesso!) diventa Tartattà.

“Quando alla ricreazione iniziò a parlare,

non potevamo credere alle nostre orecchie.

Balbettava da morire… Non mi ricordo più

chi lo chiamò per la prima volta Tartattà.

Non era molto carino, ma sinceramente gli stava a pennello.”

E’ questo l’inizio di una storia tanto tenera quanto dura, in cui è davvero facile immedesimarsi. Le tante difficoltà a farsi accettare e le molte paure di sembrare diversi riguardano non solo il protagonista di queste pagine, ma tutti noi. Anche se non si è sofferto di balbuzie come Tartattà, a chi non è capitato di essere preso in giro per qualche ‘difettuccio’ tra i banchi di scuola? Dalle orecchie a parabolica a quell’apparecchio che ci ha fatto sembrare un ferramenta, dai chili di troppo agli occhiali spessi come fondi di bottiglia, in pochi sono scampati alle battutine, talvolta per nulla simpatiche, dei propri compagni di classe. Ricordo per esempio una mia amica che per via della peluria sopra al labbro era stata soprannominata Gillette!

Ma non serve a nulla perdersi d’animo!

La storia infatti prosegue con una piccola mano che si tende a stringere quella di Tartattà. Da quel momento non è più solo. Con lui c’è Ferdinando. Grazie a questo tenero legame di affetto e stima, il bambino ritrova fiducia in se stesso, tanto da esprimere il desiderio di voler diventare attore di teatro e recitare davanti a folle di spettatori.

Anche se il finale non lo rivela, c’è da scommettere che Tartattà riuscirà a coronare il proprio sogno, e recitare un giorno davanti a un grande pubblico …

… del resto la storia è ricca di celebri esempi che ce l’hanno fatta! Basti pensare alla vicenda da poco proiettata nei cinema con il film ‘Il discorso del re’, incentrato proprio su un personaggio, re Giogio VI di Inghileterra, che riuscì a vincere sulla balbuzie tenendo un celebre discorso alla nazione in diretta radiofonica. Un discorso divenuto celebre, che infiammò gli animi degli inglesi in occasione dell’entrata in guerra dell’Inghilterra contro Hitler. Pronunciato tutto di filato, senza incespicare sulle lettere, con pathos regale. Un re balbuziente diventato eroe!

Di certo sono moltissimi gli esempi di personaggi famosi che hanno saputo superare le proprie difficoltà di linguaggio. Forse non tutti sanno che Marilyn Monroe, Jimi Hendrix, Napoleone (solo per citarne alcuni) soffrivano di balbuzie.

Eppure non è certo per questo che oggi li ricordiamo …

Editore: Lanuovafrontiera Junior

Prezzo: 12,50

Pagine: 44

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